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[Thor] Chronicles of Thunder and Ice | 1. Sponde Bianche

Titolo: Chronicles of Thunder and Ice
Titolo del Capitolo: 1. Sponde Bianche
Autore: kurenai88
Fandom:
 Thor
Rating: Giallo
Parole: 1026 (FiumiDiParole)
Avvertimenti: What if? (E se…), Alternative Universe
Genere: Introspettivo
Personaggi: Thor Odinson
Prompt: 476. Sponde Bianche
Riassunto: Era stato relativamente semplice per Thor prepararsi per la sua partenza per Jotunheimr.
Con sé aveva preso solo poche cose essenziali, tra cui alcune delle sue armi preferite - con le quali avrebbe non solo combattuto, ma le avrebbe anche utilizzate per procacciarsi del cibo - e degli indumenti pesanti.

Note: 1. Partecipante alla challenge indetta da 500 Themes Italia con prompt: 476. Sponde Bianche
2. Si tratta di una Alternative Universe dove mi baso un po’ sui comics della Marvel ed un po’ sulla mitologia norrena. In questa fic Loki non è stato adottato da Odino e né quest’ultimo né Thor lo conosco. Thor è ancora un adolescente guerrafondaio e ad Asgard non sono state costruite le mura per proteggerla dai Giganti. Inoltre, Asgard e Jotunheimr – secondo le mie informazioni - sono separati da un fiume: l’Iving. Questo per via dell’assenza delle mura.
3. Come si è compreso nel prologo, tra Jotunheimr ed Asgard c’è una guerra in corso. In questo capitolo ho voluto solo mostrare la partenza di Thor e le sue impressioni tra i bianchi ghiacciai della terra dei Giganti del Ghiaccio<3
4. Dedicata alla mia dolce metà che anche se sta male ha trovato la forza e il tempo per leggere e correggere ç///ç grazie amore. Ti amo!




{ Chronicles of Thunder and Ice ~
- 1. Sponde Bianche -



Era stato relativamente semplice per Thor prepararsi per la sua partenza per Jotunheimr.
Con sé aveva preso solo poche cose essenziali, tra cui alcune delle sue armi preferite - con le quali avrebbe non solo combattuto, ma le avrebbe anche utilizzate per procacciarsi del cibo - e degli indumenti pesanti.
Perché sapeva benissimo che Jotunheimr non era un luogo ospitale. Il caldo sole che faceva brillare i dorati palazzi di Asgard non aveva mai carezzato le foreste e le rocce del Regno dei Giganti di Ghiaccio, e Thor aveva la certezza che certe distese innevate fossero rimaste lì immutate sin dall'alba dei tempi. Per quel motivo le sue vesti più pesanti rientravano tra le poche cose necessarie che aveva scelto per affrontare il suo viaggio.
Forse sbagliava nell'affrontare la missione con tutta quella sicurezza, ma si fidava ciecamente delle sue capacità come guerriero e della sua forza.
Sarebbe rientrato entro qualche giorno, non di più visto che era certo che sarebbe stato semplice sconfiggere Laufey e portare ad Asgard lo Scrigno degli Antichi Inverni come trofeo della la sua vittoria - gli piaceva fare le cose in grande, aveva infatti già immaginato tutto quello che sarebbe successo al suo trionfale rientro.
L'unico problema che si frapponeva tra lui e la sua missione, era Heimdallr.
Era certo che il Guardiano non avrebbe apprezzato quella sua coraggiosa campagna e che l'avrebbe subito fatto convocare per metterlo in riga. Magari andando pure a dire tutto a suo Padre.
Fortunatamente però, non era ancora accaduto - forse stava utilizzando il suo dono per controllare i mondi e non il Principe - e lui era ormai pronto per partire verso le bianche sponde oltre il fiume Iving.
Niente l'avrebbe fermato.
Heimdallr si sarebbe accorto troppo tardi della sua cosiddetta fuga, così come le guardie che pattugliavano i confini che non si sarebbero resi conto di niente. Forse non era abile nei camuffamenti, ma in compenso era un capace cacciatore: per quello appostarsi ed attendere il cambio della guardia sarebbe stato un gioco da ragazzi. Solo in quel momento avrebbe potuto attraversare il fiume.
Attese paziente, osservando gli asgardiani che controllavano quelle monotone sponde diligentemente. A Thor quasi dispiaceva il dover mostrare la loro impreparazione in quei casi, ma la sua missione aveva la precedenza.
Puntuali, come ogni giorno, le guardie si allontanarono dal loro posto e scattando veloce verso le calme acque dell’Iving, il giovane si immerse tenendo la sacca con gli indumenti sopra la testa.
Due minuti. Era il tempo in cui i confini restavano senza controllo: troppo pochi per un attacco, diceva suo Padre, ma erano abbastanza per lui per attraversare le fredde acque.
Strinse i denti mentre si sforzava per avanzare il più velocemente possibile e, risalendo sull’altra sponda, scattò ancora in avanti per nascondersi nell’innevata selva di Jotunheimr.
Quel suo movimento gli causò non poche fitte di dolore in tutto il corpo, impreparato al gelo dell’acqua e al netto cambiamento climatico.
Si trascinò fino ad un alberò e lì, nascosto agli occhi delle guardie appena arrivate, si concesse un sospiro. Sentiva di aver già perso la sensibilità sulle dita e, stringendo i denti, cercò di riscaldarle e di indossare gli abiti che aveva portato con sé.
Le sue mosse sembravano meccaniche e lente, come se delle invisibili funi cercassero di bloccarlo, ma alla fine riuscì a vestirsi e a sentire un vago senso di sollievo.
Non aveva calcolato quel problema. Forse avrebbe dovuto preparare una piccola imbarcazione, ma ormai aveva già superato l’Iving e si trovava proprio dove voleva essere: sulle bianche sponde di Jotunheimr.
Era stato in quella terra poche volte - sempre con suo Padre - e aveva una vaga idea del tragitto da intraprendere per raggiungere la reggia dei Giganti di Ghiaccio... o, almeno, così credeva.
Si strinse ancora nei suoi caldi indumenti, e cercò di andare oltre il confine segnato dal fiume: allontanandosi da quelle brillanti e candide sponde sulle quali era facilmente individuabile.
In quelle condizioni era ben conscio che non sarebbe riuscito a fare grandi progressi quindi decise di cercare un riparo per la notte e di creare qualche trappola per procurarsi un po' di cibo.
Arrancò sulla neve, con gli stivali che lo facevano affondare fino al ginocchio, ma testardo continuò a camminare seguendo quei sentieri che sembravano tutti uguali.
Solo dopo un'ora di marcia si rese conto di essere tornato al punto di partenza. Le bianche sponde dell'Iving erano di nuovo lì, davanti a lui, e alle sue spalle le tracce del suo passaggio erano già state cancellate dalla neve.
Thor represse un verso innervosito dinnanzi a quella rivelazione, ma era pur sempre troppo testardo per rinunciare alla missione.
Doveva semplicemente accontentarsi di dormire senza un riparo, ma era certo che la notte gli avrebbe portato consiglio.
Si mosse ancora, allontanandosi dalle sponde del fiume e, trovando riparo contro delle rocce, utilizzò tutti gli indumenti che possedeva per sopravvivere a quella lunga notte.
Avrebbe gradito non poco accendere un fuoco per riscaldarsi, ma era pericoloso. Non avendo trovato un riparo - come una grotta - accenderlo nel bel mezzo della foresta l'avrebbe reso troppo rintracciabile e visibile: sia agli occhi dei nemici che a quelli amici.
Thor poteva solo resistere... anche se in quel momento iniziava quasi a desiderare di non aver intrapreso quella missione.
Forse era stato avventato e si era lasciato trasportare dalla sua troppa sicurezza… ma, come sempre, non si sarebbe ritirato.
Tornare indietro significava solo ammettere la sconfitta e incorrere nelle ovvie ire del Padre degli Dei… ovvero una cosa da evitare accuratamente.
In ogni caso, qualunque fosse la situazione, Thor non era tipo da arrendersi così facilmente. Era testardo ed un guerriero valoroso. Ma non solo, lui era soprattutto un Dio ed il Futuro Re di Asgard: un po’ di neve non l’avrebbe di certo intimorito.
La sua missione – la fine di quella guerra e la gloria che l’avrebbe accolto al suo rientro a casa – erano molto più importanti di quel freddo.
Strinse i denti e tese le orecchie per carpire ogni rumore in uno stato di dormiveglia.
Non seppe verso che ora il sonno ebbe la meglio sulla sua tempra… al suo risveglio, l’indomani mattina, sperava solo che i sogni che l’avevano riscaldato quella notte – le bianche sponde di Jotunheimr sciolte dal sole di Asgard – divenissero presto realtà grazie al suo intervento.


Tags: autore: princesskurenai, fandom: thor, prompt: 476, rating: pg13
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